Assegno scoperto, segnalazione e ufficio protesti

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Assegno scoperto

Quando si emette un assegno bancario, bisogna essere certi che la somma riportata sia realmente disponibile sul conto. In caso contrario, poiché il beneficiario non può incassarlo, il debitore potrebbe essere protestato.

Il protesto

Il protesto è, appunto, l’atto con cui a un debitore si contesta il mancato pagamento di un assegno bancario. La sua levata (emissione) deve avvenire entro i termini di presentazione dell’assegno, quindi otto giorni se è su piazza, quindici giorni se è fuori piazza.

Dal momento del protesto dell’assegno, il debitore viene iscritto al registro dei protestati, dove il suo nome rimarrà per cinque anni, salvo che non riesca a cancellarsi prima pagando la somma dovuta e presentando domanda di riabilitazione al Tribunale. Ottenuta la riabilitazione del Tribunale, si potrà presentare domanda di cancellazione del protesto alla Camera di Commercio della provincia.

Sanzioni pecuniarie e amministrative

Oltre all’iscrizione al registro dei protestati, il debitore deve anche pagare delle sanzioni, che, per gli assegni scoperti, variano dai 516 ai 3.098 euro. Se la somma indicata sui titoli supera i 10.329 euro, o se non si tratta del primo assegno scoperto, la multa è aumentata da 1.032 a 6.197 euro.

Il debitore deve pagare entro cinquanta giorni anche le sanzioni amministrative accessorie, gli interessi, una mora del 10% della somma dovuta e le spese per il protesto.

Cancellazione e ufficio protesti

Come sopra accennato, per cancellare il protesto bisogna chiedere alla Camera di Commercio una visura che ne contenga i dati da rimuovere. Con la visura e la liberatoria da parte del creditore, che in questo modo dichiara di non avere più nulla da pretendere dal debitore, egli deve andare alla sezione protesti del Tribunale civile di residenza e richiedere la riabilitazione per il pagamento dell’assegno bancario.

Trascorso almeno un mese, il tribunale rilascia l’attestato di riabilitazione, che deve essere consegnato alla Camera di Commercio per procedere alla cancellazione dal registro dei protestati. Tale rimozione è disposta dal dirigente dell’ufficio protesti entro venti giorni dalla data della presentazione dell’istanza, cui bisogna allegare una copia del certificato di riabilitazione rilasciato dal tribunale.

Riassumendo

Per ribadire quanto detto all’inizio, è sempre meglio per entrambe le parti che la somma indicata su un assegno sia effettivamente disponibile sul conto. In questo modo si evitano le spiacevoli conseguenze di un protesto, quindi le sanzioni e le pratiche burocratiche per il debitore, e l’eccessiva attesa dell’accredito da parte del creditore.

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