Il calo di Piazza Affari

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Per la prima volta dopo un lungo periodo florido e assolutamente incoraggiante dobbiamo registrare che l’andamento della nostra Borsa ha subito una forte flessione. Il calo di Piazza Affari è stato netto e senza appello: i numeri parlano chiaro ed evidenziamo come nel giro di un solo giorno in settimana c’è stato un calo di circa il 3 per cento per quanto riguarda il principale indice azionario italiano, il FTSE MIB che è sceso di nuovo intorno alla quota di 17 mila punti dopo che nelle precedenti settimane aveva più volte sfiorato la quota storica dei 18 mila punti.

Il calo di Piazza Affari: i numeri

La prima considerazione da fare in merito è quella che riguarda le previsioni degli analisti di mercato in merito alla durata del crollo della Borsa di Milano e delle principali piazze finanziarie in giro per il mondo. Si tratta di un avvenimento episodico secondo la maggioranza degli esperti che si sentono quasi tutti pronti a scommettere su un rapido rialzo delle quotazioni dei principali indici azionari. E, del resto, se anche volessimo fare i conti dall’inizio dell’anno, comunque potremmo essere soddisfatti perché la Borsa di Milano rimane comunque nettamente in rialzo nonostante questa parentesi negativa.

Il calo di Piazza Affari: le conseguenze

Ovviamente quando si registra un calo della Borsa così veloce e così deciso non possono non risentire una serie di altri parametri e, primo tra questi, l’andamento dello spread tra Btp e Bund tedeschi che è risalito immediatamente intorno ai 270 punti base. Ovviamente, in maniera intuibile, ne hanno risentito negativamente i principali titoli azionari scambiati a Piazza Affari come, ad esempio, Mediobanca, Ubi Banca, Bca Carige, Intesa Sanpaolo, Banco Popolare, Unicredit, Banca Mps, Fiat e Finmeccanica.

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