Le imprese svizzere più ottimiste sul futuro economico globale

Da un sondaggio condotto nel mese di luglio è emerso che tra i direttori finanziari delle principali imprese svizzere, per la prima volta dopo il 2014, sembrano prevalere più gli ottimisti; il 31% degli intervistati dalla società di consulenza Deloitte ha infatti dichiarato di intravedere all’orizzonte delle ottime prospettive economiche per la Svizzera nel breve periodo e guarda al futuro con meno incertezze. Il 18% si dichiara invece decisamente più pessimista sulla situazione finanziaria del noto paradiso fiscale.

Probabilmente, dunque, ricorrere al recupero crediti in Svizzera sarà meno necessario che in tanti altri paesi europei, vista la prospettiva economica più rosea, ma, ovviamente, qualora ce ne fosse bisogno, è sempre bene rivolgersi a società specializzate e con una buona conoscenza delle normative vigenti.

recupero

Foto da it.sputniknews.com

A non dover ricorrere alle società di recupero crediti sono anche gli istituti bancari svizzeri.

Se infatti le casse delle banche italiane risultano sempre più in difficoltà a causa dell’aumento esponenziale dei crediti in sofferenza e devono ricorrere a metodi come la cessione del credito pro soluto, le banche svizzere non sembrano avere grandi problemi a riguardo.

Il mondo bancario elvetico ha saputo dimostrare la sua solidità anche in un contesto economico e finanziario molto complicato come quello attuale, dove anche la Brexit sta dando il suo contributo spaventando molti finanziatori. Secondo Dennis Brandes, analista di Deloitte, finché l’uscita della Gran Bretagna dall’UE verrà gestita senza complicazioni e, anzi, verrà sfruttata per realizzare delle riforme, non dovrebbero esserci conseguenze negative e preoccupanti per la Svizzera.

E in effetti i dati parlano chiaro: nel 2015 le banche svizzere hanno creato il 6% del valore dell’intera economia, hanno assunto 103.000 persone e ottenuto un utile aggregato di 15,8 miliardi di franchi contro i 7,4 dell’anno precedente.

E a conferma che il problema dell’insolvenza non sembra spaventarle, hanno mantenuto un livello di erogazione dei crediti ad aziende e privati pressoché pari a quello del 2014.

Articolo scritto in collaborazione con Invenium

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